Honduras. Vittoria popolare: confermata la condanna a 30 anni di carcere di Sergio Rodríguez Orellana, autore dell'assassinio di Berta Cáceres

Condividiamo il comunicato del COPINH, Consiglio Civico di Organizzazioni Popolari e Indigene dell’Honduras –
Resumen Latinoamericano, 9 febbraio 2025
La Corte Suprema di Giustizia conferma la sentenza nei confronti di Sergio Rodríguez Orellana, dipendente della famiglia Atala, come autore dell'assassinio di Berta Cáceres e lo condanna a 30 anni di carcere.
Dopo oltre 6 anni d’attesa, la Sala plenaria della Corte Suprema di Giustizia dell’Honduras ha confermato la condanna di Sergio Ramón Rodríguez Orellana, ratificando che è colpevole di assassinio aggravato nel crimine contro nostra sorella Berta Cáceres e lo condanna a 30 anni di prigione. La plenaria ha riconvertito la sua responsabilità quale autore per istigazione a delinquere.
Il 29 novembre 2018, la Sala I del Tribunale Giudiziario dichiarò colpevole Sergio Rodríguez come coautore dell'assassinio di Berta Cáceres. Durante il processo si presentarono prove indiscutibili delle sue comunicazioni, estratte dal suo telefono, e registri di chiamate che evidenziavano il suo controllo dell’evento delittuoso attraverso l'identificazione, vigilanza e persecuzione contro Berta Cáceres, azioni indispensabili per la realizzazione del crimine.
Nel novembre 2024, il suo caso fu portato alla plenaria della Corte Suprema di Giustizia, a fronte della mancata unanimità sulla ratifica della sentenza, giacché i magistrati Nelson Mairena e Walter Miranda emisero un verdetto contenente benefici a favore dell'assassino. Oggi, la sua colpevolezza è stata pienamente confermata.
Sergio Rodríguez fa parte della struttura criminale che terrorizzò la comunità lenca di Rio Blanco dal 2013, con l'intento d’imporre l'illegale progetto idroelettrico Agua Zarca, a vantaggio economico della famiglia Atala Zablah. Il suo ruolo, mascherato da direttore ambientale e sociale, era quello di infiltrare, seminare zizzania, aggredire la comunità Lenca e di vigilare e identificare le leadership come obiettivi da attaccare da parte dell'impresa criminale degli Atala.
Da parte nostra, come COPINH, confermiamo il nostro impegno per la giustizia in Honduras e per la rivendicazione dei diritti dei popoli indigeni, per cui lottò Berta Cáceres. Non abbasseremo la guardia finché tutti i responsabili del suo assassinio, compresa la famiglia Atala, non abbiano affrontato le conseguenze dei loro crimini.
Il COPINH esige che lo Stato dell’Honduras adempia ai suoi obblighi, processi e punisca tutti i responsabili del delitto di Berta Cáceres e dei reati connessi, e rispetti i diritti del popolo Lenca.
Berta vive, la lotta continua!
La Esperanza, Intibucá, 7 febbraio 2025.
"Con la forza ancestrale di Berta, Lempira, Mota, Iselaca ed Etempica si alzano le nostre voci piene di vita, giustizia, libertà, dignità e pace”
Traduzione a cura di Adelina B., Patria Grande/CIVG